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Il Brasile si conferma campione del mondo di pallavolo

Roma, 10-10-2010
Il Brasile conquista il suo terzo titolo mondiale di fila nel volley maschile. I verdeoro di Bernardinho, infatti, hanno battuto Cuba 3-0 (25-22, 25-14, 25-22) nella finalissima giocata al PalaLottomatica di Roma. I caraibici commettono troppi errori punto e Rodrigao e compagni non gli lasciano scampo, facendo valere anche il loro alto tasso tecnico. Per Cuba, tornati in finale dopo 20 anni ancora un secondo posto, nel 1990 a Rio de Janeiro si piegarono agli Azzurri. Primo set molto combattuto con il Brasile che prova sempre a prendere il largo e Cuba sempre pronta a rinvenire.
Il parziale si decide sul 32-22 per i campioni del mondo con l’arbitro che chiama a terra una palla che invece i cubani erano riusciti a rimandare dall’altra parte. Il set, poi, si chiude sul 25-22 per il sestetto di Bernardinho. Partenza a razzo dei cariocas nel secondo (7-1). Cuba si riporta sotto (8-5), ma i verdeoro sono sul 16-10 al secondo tempo tecnico. I caraibici sbagliano troppo e per i brasiliani e’ facile giungere al 25-14 che vale il secondo punto. Nel terzo Brasile davanti per 8-7 al tempo tecnico, poi allunga (18-14), ma Cuba ritorna ancora sotto (20-18). Ma alla fine sono i sudamericani a chiudere set e partita sul 25-22. Il Brasile, dunque, conquista il terzo titolo mondiale consecutivo, eguagliando un primato che apparteneva proprio all’Italia.
Volley. Niente finale per l’Italia battuta dal Brasile
Roma, 09-10-2010
Sara’ Brasile-Cuba la finalissima dei Mondiali di Volley di Italia 2010. I campioni del mondo, infatti, hanno eliminato in semifinale l’Italvolley di Andrea Anastasi che, dopo essere andata sotto per due set sembrava essere tornata nel match, aggiudicandosi un combattutissimo terzo parziale. Ma nel quarto, Rodrigao e compagni mettono la freccia e per Gigi Mastrangelo e compagni non c’e’ nulla da fare. Domani sera (ore 21), quindi, il Brasile si gioca la possibilita’ di riconfermarsi sul tetto del mondo contro Cuba che torna a giocare una finale dopo 20 anni d’assenza. Per gli Azzurri, invece, alle 17.00 c’e’ la finale che vale il terzo posto contro la Serbia. Un errore in battuta di Savani consente al Brasile di andare al primo time out tecnico avanti 8-5. Azzurri sbagliano molto ed i cariocas arrivano al secondo avanti di cinque lughezze. Un attacco fuori di Sala porta i verdeoro sul 20-12. Fei prova ad allungare il set ma, poi, il suo errore in battuta regala il 23 punto al Brasile che con Lucas chiude il set sul 25-15.
L’inizio del secondo set non cambia l’inerzia del match, gli azzurri non riescono ad arginare la forza in attacco dei campioni del mondo e Anastasi e’ costretto a chiamare time out sul 2-5, ma al primo tempo tecnico e’ ancora avanti di tre il Brasile. Fei trova le mani del muro verdeoro e l’ace in battuta di Cernic ci consentono di pareggiare sull’8-8. Un mani fuori su schiacciata di Savani ci consegna il primo vantaggio (10-9) che si conferma anche al secondo time-out tecnico. Si va avanti punto a punto fino al 20 pari, poi il Brasile si porta sul 24-21. L’Italia annulla un set ball, ma sulla battuta di Cernic, Marlon sorprende la difesa azzurra appoggiando a terra il pallone del 25-22. Sullo 0-2 Anastasi prova a spronare i suoi e Gigi Mastrangelo, da parte sua cerca di trascinare i compagni di squadra, chiudendo anche il punto dell’8-5 nel terzo. Al secondo time-out tecnico azzurri ancora avanti di tre. Il Brasile prova a rientrare e chiudere il match, annulla anche un set-ball agli azzurri, ma l’Italia chiude il punto sul 25-23. Nel quarto non c’e’ storia il Brasile scappa e chiude set e match sul 25-17, spegnendo le residue speranze azzurre.
La torcida brasiliana con Lucio e Juan
Una torcida degna delle migliori cattedrali calcistiche brasiliane, un entusiasmo incontenibile per trascinare l’Italvolley verso il suo sogno mondiale. I 12 mila del Palalottomatica non dimenticheranno facilmente l’atmosfera di questa sera, resa ancora piu’ spettacolare dalla torcida brasiliana, con tanto di tamburi. Una delegazione folta, quella dei verdeoro anche in tribuna Vip: e’ stato l’interista Lucio, infatti, a guidare il gruppetto di calciatori brasiliani accorsi per incitare la Selecao del volley. Al fianco del difensore nerazzurro, non potevano mancare i romanisti: Doni, Julio Sergio, Taddei, Simplicio e Juan, accompagnati da fidanzate, mogli e figli, che hanno vissuto con grande partecipazione la sfida contro l’Italia, al fianco del loro ex compagno alla Roma, Max Tonetto, unico italiano nel gruppo.
Una serata, quella del Palalottomatica, cominciata con i migliori auspici, sotto gli occhi attenti del primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, l’ex sindaco (dell’epoca dei Mondiali di calcio del ’90) ed attuale membro del Cio Franco Carraro, della ministro Giorgia Meloni, del numero uno del Coni, Gianni Petrucci e del suo vice Luca Pancalli. “Anche stasera il pubblico della capitale e’ meraviglioso, i romani sono unici”, dice Alemanno. Impianto stracolmo infatti gia’ due ore prima del via del match ed entusiasmo alle stelle, con decine di striscioni per incoraggiare gli azzurri, Mastrangelo su tutti. “Dalla Puglia con cime di rapa e orecchiette, abbiamo il Mastro che vi fa a polepette”. Non potevano mancare gli sfotto’ per il Brasile e il tecnico Bernardinho, a cui gli sportivi del volley non hanno perdonato di aver perso volutamente contro la Bulgaria ad Ancora per scegliersi il girone della terza fase: “Bernardinho gioca a perdere anche stasera!”.
Un altro striscione definisce il ct del Brasile “un coniglio”. L’adrenalina saliva durante il riscaldamento delle squadre svoltosi con le note di grandi successi ‘dance’ come ‘tu vuo fa’ l’americano remix’, ‘Alors on danse’, e soprattutto con ‘let’s get it started’ dei Black Eyed Peas. Poi il momento solenne degli inni nazionali. Prima quello del Brasile, con la pattuglia di calciatori verdeoro che scattava in piedi per cantare con tanto di mano sul petto “l’Ouviram do Ipiranga as margens placidas” (“Noi ascoltavamo dalle placide rive dell’Ipiranga”), e poi l’inno di Mameli, con il rito portafortuna adottato in questi mondiali di interrompere la musica per farlo cantare fino alla fine dai 12 mila del Palalottomatica. Il rumore assordante si spegneva solo un minuto prima del via del match per rendere omaggio ai quattro militari morti in Afghanistan. Poi sotte le note di Ligabue e della sua ‘Urlando contro il cielo’, l’Italia cominciava la sua battaglia contro i due volte campioni del mondo.

