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Champions League Inter-Schalke04 : 2-5
Inter-Schalke 04 2-5 - L’Inter crolla: sconfitta, umiliata, schiaffeggiata dallo Schalke 04 in casa: l’andata dei quarti di Champions è un incubo. Una difesa di burro, punita 5 volte dai tedeschi. Il risultato è un 2-5 che ha il sapore della resa, con una stagione buttata via in due partite: prima il derby che ha chiuso ogni speranza scudetto; poi la disfatta europea: per ribaltarla ci vorrebbe un 4-0. Alzi la mano chi ci crede: i fiduciosi si conteranno sulle dita di una mano.
Tutti delusi, nella Milano nerazzurra. In primis Leonardo: “Inutile analizzare le cause: è una sconfitta importante. Siamo partiti alla grande, poi loro hanno capitalizzato tutte le occasioni. Siamo arrivati alle partite decisive stanchi, abbiamo speso tanto. Non credo sia una questione di uomini e moduli ma di forma fisica. Dobbiamo reagire, tutti insieme”.
Raggiante Rangnick, tecnico Schalke: “Siamo stati bravi a reagire ai gol subiti e a punire l’Inter che, spesso, era troppo sbilanciata. Sono felice e mi complimento con i miei ragazzi”.
Botta e risposta – Eppure tutto si era messo in discesa: nemmeno 30 secondi e Neuer esce alla disperata su Milito, Stankovic inventa una volèe da 50 metri e la palla s’infila in porta. Al 17′, però, Papadopoulos stacca, Julio Cesar non esce ma rimedia con un riflesso, sulla ribattuta Matip sigla l’1-1.
L’Inter reagisce e Milito si fa trovare pronto al 34′: sponda di Cambiasso e per il “Principe” è un gioco da ragazzi mettere dentro la palla del 2-1. Anche qui, la risposta Schalke: al 40′ Edu entra in area, Julio Cesar respinge la prima conclusione, nulla può sulla seconda.
Tracollo – Milito prima (palla fuori), Eto’o poi (Neuer miracoloso) hanno la palla 3-2. Poi è solo Schalke: Raul fa un numero dei suoi e porta avanti i suoi; poi un contropiede magistrale si conclude con l’autorete di Ranocchia. Chivu si fa espellere, entra Cordoba ma nulla cambia: Jurado prende un palo, poi lo prende Farfan prima che Edu segni il 2-5. L’Inter è annichilita. In Germania serve non un’impresa ma un miracolo. E non solo sportivo.
fonte: newsnotizie.it
Serie A. Il Milan si aggiudica il derby e allunga sui cugini.
Il Milan vince la partita più attesa dell’anno contro l’Inter e porta a cinque punti il suo vantaggio in classifica sui “cugini”. La squadra di Massimiliano Allegri si impone con un eloquente 3-0, in una gara dominato grazie anche al vantaggio realizzato dopo una manciata di secondi da un incontenibile Pato.
Grandissima partenza dei rossoneri che vanno in vantaggio dopo 47 secondi con Pato, abile a sfruttare un rimpallo tra Robinho e Julio César e a depositare in fondo al sacco. Al 10′ altra occasionissima per il Milan che reclama un rigore su un sinistro al volo indirizzato all’angolino di Clarence Seedorf deviato con la mano da Maicon. Al 18′ è strepitoso Cristian Abbiati a deviare su un tocco ravvicinato di Giampaolo Pazzini ed evitare il pareggio dei nerazzurri.
Ancora il portiere del Milan è protagonista alla mezz’ora smanacciando sulla linea il colpo di testa di Thiago Motta. Incredibile al 42′ l’errore da pochi passi di Samuel Eto’o che calcia a lato tutto solo dentro l’area piccola. Al 55′ l’episodio che chiude definitivamente la gara: Pato parte benissimo sul filo del fuorigioco e poco prima dell’ingresso in area di rigore viene steso da Cristian Chivu. Il romeno viene espulso lasciando in dieci la formazione di Leonardo, il grande ex. L’Inter si disunisce e regala grandi spazi ai velocissimi attaccanti rossoneri; così, al 62′, è Pato a raddoppiare di testa su un tiro sbagliato da Ignazio Abate. Il Milan continua a essere pericoloso in contropiede con Robinho che si divora per ben due volte il gol del 3-0 tutto solo davanti a Julio César. Antonio Cassano, entrato proprio al posto dl brasiliano, all’88 viene trattenuto in area da Javier Zanetti e realizza il rigore del definitivo 3-0. Il barese si toglie la maglia al momento di esultare e alla ripresa del gioco commette un brutto fallo su Ivan Cordoba, rimediando così un’inutile espulsione al 92′. (uefa)
Fonte: ticinolive.ch
A Roma, il gusto della rimonta
ROMA, 24 novembre 2010 – Alle dieci di mattina un bel gruppetto di tifosi era già a Trigoria. Mentre le radio mandavano “Roma Roma Roma” e parlavano di impresa storica. La rimontona dei giallorossi contro il Bayern, da 0-2 a 3-2, ha esaltato la maggioranza giallorossa della città. E i giocatori. Nell’allenamento di oggi le risate si sprecavano. Da Ranieri a Totti, fino a Pizarro che è riuscito a trasformare in comicità pura un infortunio: il cileno è stato infatti costretto a fermarsi per un taglio alla testa e il medico sociale è intervenuto per fasciarlo. Pizarro ha preso la benda e si è avvolto interamente la testa, lasciando solo uno spazio per gli occhi. Praticamente una mummia. E i compagni hanno infierito a colpi di ghiaccio spray. Ecco, l’atmosfera tra i giallorossi è più o meno questa. Quella di una squadra che gira e che si sente forte. Forte perché non perde da oltre un mese (ultima sconfitta contro il Basilea il 19 ottobre all’Olimpico). Forte perché il successo di ieri ha dimostrato che adesso si riescono a ribaltare passivi importanti in gare importanti: un lusso concesso solo a squadre con giocatori buoni e un gran carattere.
il gusto della rimonta — Vincere in rimonta ha un altro sapore. Fa soffrire ma dà il doppio della soddisfazione. E forse non è un caso che lo scorso gennaio i giallorossi iniziarono a credere nella rincorsa all’Inter dopo il successo di Torino con la Juventus: segna Del Piero, pareggia Totti su rigore (con espulsione di Buffon) e al 93′ Riise di testa conquista la vittoria. E una rimonta dal gusto particolare, nella capitale, è stata anche quella del derby contro la Lazio, sempre nella passata stagione: gol di Rocchi, rigore sbagliato da Floccari, rigore segnato da Vucinic che poi firma doppietta e successo. Se poi riesci a ribaltare uno 0-2 in Champions ecco che l’euforia diventa incontenibile, specie se ci riesci con i vice campioni d’Europa.
l’emozione di riise — Sentite Riise, uno che questa coppa l’ha anche vinta, cosa scrive sul suo blog: “Ho giocato molte partite di Champions League, ma questa è stata una delle più speciali. È per gare così che ho scelto di giocare a calcio… Andremo molto lontano”. Inevitabile pensare in grande, come Totti: “Abbiamo compiuto un’impresa da grande squadra. Siamo da vertice, non nascondiamoci”. Borriello ha voluto ringraziare il pubblico, che nel secondo tempo non ha smesso mai di cantare: “Mai visti tifosi così, l’aiuto della gente è stato fondamentale”. De Rossi cerca però di tenere i piedi per terra: “Non dimentichiamoci quel primo tempo…”. Già, il primo tempo. Quello con la Roma frastornata da Gomez e compagni. Quello che probabilmente Delio Rossi ha fatto vedere ai suoi giocatori in vista della sfida di domenica sera a Palermo. Giusto godere di una giornata di entusiasmo, ma Ranieri ha raccomandato a tutti di volare basso e lavorare sodo. Se si vuole sperare in una rimontona anche in campionato.
Serie A – Ibra decide ancora, il derby torna al Milan
Inter battuta 1-0 da un rigore segnato dall’ex al 5′ dopo un fallo commesso da Materazzi, che chiude il match in barella. Espulso Abate al 60′ (reazione su Pandev), ma i rossoneri restano comunque primi e vanno a +6 sui rivali cittadini

Usain Bolt, presente a San Siro per l’occasione, sarà anche tifoso dell’Inter. Ma la partenza da sprinter ce l’ha avuta il Milan e non la formazione guidata da Rafa Benitez. Il derby numero 273, in programma per la 12a giornata di Serie A, finisce 1-0 per i rossoneri. Una sfida decisa dal rigore trasformato da Ibrahimovic al 5’, che ha così premiato una partenza da urlo del Diavolo. Una sfida nella quale ha inciso relativamente l’espulsione al 60’ di Abate e il finale in crescendo (leggasi d’assedio) dei campioni d’Europa. A deciderla è stata il fattore Ibra, ma anche la scarsa verve dei rimaneggiati nerazzurri. Per loro si tratta della prima sconfitta casalinga dopo 46 gare di campionato. L’Inter non andava ko dalla primavera del 2008, quando la Juventus di Ranieri stese la squadra allora allenata da Roberto Mancini. Il Milan dopo tre derby persi si riprende la città. E resta in vetta al campionato con un netto +6 sui rivali cittadini. Un margine che non li premiava da anni.
BOCCIATI SANTON, PIRLO E RONALDINHO - Rafa Benitez non ha a disposizione Maicon, Samuel, Muntari, Mariga e Thiago Motta. Lo spagnolo opta così per un 4-3-1-2 con Sneijder a supporto di Eto’o e Milito, mentre in cabina di regia va Stankovic con il giovanissimo Obi e il veterano Zanetti ai suoi fianchi. In difesa nuova bocciatura per Santon (che però va in Nazionale), con Cordoba e Chivu terzini e Materazzi in mezzo. Julio Cesar non viene rischiato, tra i pali va ancora Castellazzi. Massimiliano Allegri ha fuori “soltanto” Oddo, Pato e Inzaghi, ma anche Pirlo non è al massimo e così va in panchina. Confermato il 4-3-1-2 con la mediana pesante, ma il bocciato è Boateng, al posto del quale gioca Flamini. Seedorf va sulla trequarti dietro a Robinho e Ibrahimovic, mentre Ronaldinho va in panchina per la terza volta di fila.
IN PRINCIPIO FU IBRA - L’Inter fatica a trovare le misure con una difesa rabberciata. E il Milan si dimostra subito pungente. Al 3’ Seedorf spreca di testa un assist invitante di Abate, un minuto dopo arriva la svolta. Ibrahimovic parte in profondità sul filo del fuorigioco, fa per rientrare sul sinistro. Materazzi anziché temporeggiare lo stende e regala un rigore molto ingenuo. Dal dischetto va lo stesso svedese che non si fa pregare e insacca il più atteso gol dell’ex spiazzando Castellazzi. Ti aspetti la reazione dell’Inter. Ma a dire il vero scopri che i nerazzurri non solo sono fragili in difesa. Sono anche privi di grandi idee in fase offensiva. La costante ricerca dell’uno contro uno sulla fascia sinistra non fa altro che produrre le due ammonizioni di Abate e Gattuso, messi in apprensione da Obi e soprattutto dal solito Eto’o. Di occasioni non ve n’è neanche l’ombra. Il Milan ringrazia chiudendo bene e provando ad aggirare nuovamente la trappola del fuorigioco avversaria (che fa acqua da tutte le parti) e l’eccessiva libertà di cui gode Ibrahimovic. Al 14’ Flamini va a un soffio dal 2-0 su assist dello svedese, mentre sei minuti dopo l’ex Barça prova addirittura il gol alla van Basten, con la palla che va alta ma non di molto.
ESCE OBI, ENTRA L’INTER - Passano i minuti e il Milan diventa sempre più padrone del terreno di gioco. Non con una manovra avvolgente, ma come sempre accade sotto la gestione Allegri, con la chiusura degli spazi e la ripartenza. Al 34’ si fa male anche il buon Obi (problemi muscolari) ed entra al suo posto Coutinho. Eppure, il momento più difficile diventa quello della svolta dell’Inter, che con il brasiliano in campo passa al 4-3-3 e incomincia per la prima volta a far male in velocità. Coutinho ci prova dalla distanza, poi Sneijder dà l’illusione del gol su punizione. Non mancano le polemiche, perché Gattuso, già ammonito, stende l’olandese in modo troppo vistoso e Tagliavento lo grazia. Ma il primo tempo si chiude con il Milan in vantaggio.
ABATE INGENUO, MILAN IN DIECI - Dall’intervallo non rientrano Gattuso (risparmiato perché in odore di rosso) e l’irriconoscibile Milito (problemi muscolari). Allegri inserisce Pirlo, Benitez mette Pandev e passa al 4-2-3-1 di stampo mourinhano. L’Inter guadagna terreno e al 57’ riesce anche a impegnare Abbiati per la prima volta con una punizione tesa di Sneijder. Gli equilibri restano intatti almeno sino al 60’, quando Abate commette la follia del secolo. L’esterno del Milan prima chiede il cambio per problemi fisici. Poi prova a restare in campo e, infine, reagisce alla provocazione di Pandev che lo aveva gettato a terra dopo un normale contrasto di gioco. Ammonizione per entrambi, doppio giallo per il rossonero che lascia il Milan in dieci. Allegri reagisce levando Robinho e inserendo Antonini.
IBRA SPACCA MATRIX, VINCE IL MILAN – Il match diventa una battaglia. E a infiammarla non può che essere la sfida nella sfida, quella tra Materazzi e Ibrahimovic. L’atto finale è al 65’, quando lo svedese travolge l’ex compagno di squadra con un intervento che lascia San Siro con il fiato sospeso. Ibra viene ammonito e Materazzi deve lasciare il campo a Biabiany, con Benitez che effettua così tutti i cambi per problemi fisici dei suoi e riporta Zanetti nel ruolo di terzino destro. Allegri risponde togliendo un eccellente Seedorf per aggiungere i muscoli di Boateng. Ci vuole poco a tramutare il finale in un assedio interista. Il Milan si chiude dietro e non riparte più. Ma l’Inter dimostra ancora una volta di dipendere troppo da Eto’o, chiuso nella morsa Nesta-Thiago Silva. E finisce per creare poco e nulla. Dopo tre derby persi, il Diavolo si riprende Milano. Benitez perde il primo derby per 1-0. Esattamente come era successo a Mourinho nel 2008, battuto da un ex Barcellona (in quel caso fu Ronaldinho). Almeno in una cosa i due si possono dirsi simili.
Calciatori decisi, sciopero della serie A a dicembre

Niente goal a dicembre?
Roma, 12-11-2010
Di nuovo vicini al punto di rottura, di nuovo decisi allo sciopero. Il sindacato dei calciatori ha proclamato una giornata di sciopero per un turno del campionato di Serie A dopo il 30 novembre.
E’ questa la risposta dell’Assocalciatori al ‘no’ dei club alla proposta del presidente della Figc Giancarlo Abete, condivisa dall`Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull`accordo collettivo, con esclusione degli altri 2, calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti, fin dall`inizio non accettati dal sindacato dei calciatori.
Il sindacato, mantenendo l`impegno assunto nell`incontro con FIGC e Lega del 21 settembre scorso, “attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell`astensione dalle partite”.
